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Claudio Del Frate

Sono le tasse trattenute ai lavoratori italiani in Svizzera. Al centro della contesa la cosiddetta «tassa sulla salute» dedcisa dal governo di Roma

Il governo del Canton Ticino ha annunciato questa mattina che non verserà all'Italia i cosiddetti «ristorni», vale a dire le tasse trattenute sulla busta paga dei cittadini italiani che lavorano in Svizzera (i «frontalieri») e che devono essere «girati» all'Italia in base all'accordo fiscale internazionale pattuito tra Roma e Berna. Il blocco è una misura ritorsiva dopo che l'Italia ha deciso di applicare una ulteriore tassa a carico dei frontalieri per finanziare il servizio sanitario. Secondo il Canton Ticino questa norma viola proprio gli accordi tra i due Paesi.

Lo stop dei versamenti è stata annunciata questa mattina dal capo del governo del Canton Ticino Claudio Zali (esponente della Lega dei Ticinesi) ma ha avuto l'appoggio di tutti i partiti. È stata definita una misura «cautelativa». «Oggi è il giorno di scadenza del pagamento - ha ricordato Zali - e tempestivamente e con trasparenza comunichiamo le nostre decisioni anche per riguardo visto l’incontro in corso a Roma tra la consigliera federale Karin Keller-Sutter e il ministro italiano Giorgetti». La controversa «tassa sulla salute» è infatti al centro anche di colloqui tra la ministra elvetica dell'economia e il suo omologo italiano.