HomeComoCronacaFrontalieri, guerra (fiscale) col Ticino: Bellinzona blocca 50 milioni di ristorniComo, il Cantone si rifiuta di versare quasi la metà delle imposte dei nostri pendolari in terra elvetica. “Colpa di Milano che vuole la tassa della salute”. Giorgetti vede l’omologa svizzera: prevalga il dialogoIl valico di Como-ChiassoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciComo – Agli avvertimenti, ampiamente preannunciati, è seguita la ritorsione: il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha annunciato ufficialmente la sospensione cautelativa del 46% dei ristorni delle imposte alla fonte spettanti all’Italia per l’anno in corso. Un taglio di 50 milioni di franchi svizzeri (a fronte di un versamento parziale eseguito di 58,8 milioni), in reazione alla cosiddetta ’tassa sulla salute’ che la Regione Lombardia intende imporre ai cosiddetti vecchi frontalieri con permesso G.

Il presidente ticinese

“La creazione da parte italiana di una base che impone alle Regioni di prelevare tale tributo, qualificato come un’imposta, è lesivo dell’accordo internazionale tra Svizzera e Italia – ha spiegato il presidente dell’esecutivo ticinese, Claudio Zali –. Non onorare completamente la fattura per i ristorni non è conforme all’accordo, è un dato evidente e ne siamo consapevoli. Ma non siamo i primi ad aver commesso una violazione”. A stretto giro, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha incontrato a Roma il ministro delle Finanze italiano Giancarlo Giorgetti. Il colloquio è avvenuto subito dopo lo strappo ticinese, una mossa che secondo la consigliera “pesa sull’attuale accordo”. Pur deplorando l’azione unilaterale del Cantone, Keller-Sutter ha espresso comprensione per i malumori legati a una potenziale applicazione retroattiva del contributo sanitario italiano. Di comune accordo con Giorgetti, è emersa la necessità di cercare una soluzione attraverso il dialogo: il ministro italiano ha proposto di riunire attorno a un tavolo i rappresentanti di Lombardia e Ticino per colloqui diretti.