Da Torino a Novara in oltre quattro ore. Un’odissea ferroviaria che ha coinvolto in prima persona il consigliere regionale e segretario regionale del Pd Domenico Rossi (insieme al neo assessore di Trecate Luca Galuppini) e che ora tornerà a interrogare sul tema l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi. Insieme a loro molti pendolari hanno vissuto una lunga serata di disagi iniziata alle 20,05 da Porta Susa. L’arrivo a mezzanotte e un quarto «E’ mezzanotte e un quarto e finalmente siamo arrivati a Novara»: comincia così il racconto di Rossi sulla sua pagina Facebook che in queste ore ha raccolto numerosi commenti e condivisioni di ulteriori esperienze negative sulla condizione del servizio ferroviario, condite da una diffusa esasperazione per i continui disservizi. «La cosa che più mi ha lasciato perplesso non è il guasto, che può capitare - ha raccontato poi Rossi - ma è la mancanza di un piano alternativo per gestire le emergenze. Succede spesso che i treni abbiano problemi, non avere la prontezza di affrontare la situazione è grave. Ho avuto la sensazione di completa improvvisazione come se fosse un evento inedito».
Lo stop a Settimo Torinese Una volta partito da Porta Susa, il treno si è fermato pochi minuti dopo a Settimo Torinese. Alle 20,30 è stato annunciato un ritardo di un’ora senza dare motivazioni. Alle 21,40 il treno è stato soppresso e sostituito con un pullman per Chivasso. Dopo aver cambiato parcheggio d’attesa due volte, alle 23,15 è arrivato il mezzo per condurre il gruppo nella stazione di Chivasso, pronti a salire su un altro treno diretto a Novara. «I rumori emessi dall’autobus su cui siamo saliti non infondevano sicurezza - racconta Rossi - tra turisti e pendolari c’erano anche molti passeggeri stranieri che non capivano gli annunci effettuati solo in italiano. Abbiamo aiutato un ragazzo curdo che non riusciva a comprendere la situazione».








