BOLOGNA – L’odissea estiva dei pendolari della Porrettana conta un nuovo episodio: passeggeri abbandonati a Sasso Marconi dal bus sostitutivo, e costretti a passare lì la notte, in stazione, in attesa del primo bus della mattina per tornare a casa. La denuncia arriva da Forza Italia ed è soltanto l’ultimo episodio che riguarda la tratta che collega il capoluogo e l’Appennino.
Un passo indietro. Questa estate i pendolari della Porrettana, già abituati a una buona dose di pazienza fra ritardi e treni cancellati, devono fare i conti con importanti lavori infrastrutturali: i treni si fermano a Sasso Marconi e per raggiungere le altre località fino a Porretta occorre affidarsi agli autobus sostitutivi. Sarà così fino al 2 settembre, con una settimana – dal 18 al 25 agosto – in cui nessun treno circolerà, e si muoveranno solo i bus.
Dopo il caso della giovane lavoratrice disabile che lunedì mattina è rimasta a piedi perché il bus non ha attivato la pedana per farla salire – e lei ha dovuto attendere il mezzo successivo, aspettando un’ora e arrivando quindi al lavoro in ritardo – emerge la disavventura notturna capitata nello scorso weekend a un gruppo di pendolari partiti da Bologna con l’ultimo treno della sera. Arrivati a Sasso Marconi, attendevano il bus che li avrebbe portati a casa. Ma il bus non è mai arrivato. “Erano una trentina di persone – racconta Morris Battistini, capogruppo di Fi in consiglio comunale a Marzabotto – hanno chiamato il servizio clienti di Tper che ha assicurato che il mezzo, seppur in ritardo, stava arrivando. Ma non si è mai palesato”. E questo perché quella notte, la sera di venerdì 1° agosto, la statale Porrettana era chiusa dalle 22 alle 6 per un cantiere alla Rupe di Sasso.







