I consiglieri di maggioranza sono stati già avvertiti: addio alle leggi mancia. «Serve un profilo serio e programmatico», ha già avvertito due sere fa il governatore Roberto Fico nella riunione dei capigruppo di maggioranza, spegnendo così qualsiasi sogno dei consiglieri. Come a dire: si volta pagina, addio al carnet di soldi che ogni consigliere inseriva nella Finanziaria per sfamare gli appetiti delle varie comunità. Niente più, quindi, i finanziamenti a pioggia per premi, comuni, parrocchie, sagre, processioni e iniziative più varie. Un andazzo andato avanti per anni che ha portato soldi alla qualunque. Tra studi di dubbia se non nulla valenza scientifica, sfilate di carnevale, sagre, premi, campi di padel e solo in pochi casi destinati ad iniziative meritevoli e durature.

Castel Volturno, no al Cpr. Fico: «Sarà un’area protetta»Una linea di credito mica da poco: erano ben 6 milioni nella Finanziaria del dicembre 2023, diventati addirittura 12 in quella dell’anno successivo (l’ultima dell’era deluchiana). Parliamo di circa 200mila come fondo a disposizione dell consigliere di maggioranza, 50mila per quello di opposizione. Con un patto tacito bipartisan: ognuno inserisce ciò che vuole nella manofra di fine anno senza che nessuno possa mettere becco mentre in contemporanea venivano alzate (Finanziaria del dicembre 2021) le aliquote delle imposte regionali che fecero imbestialire industriali e professionisti operativi in Campania. Per la serie ad ognuno il suo, in barba a spending rewiew e tanti saluti a tutti. IL CASO Ma perché il caso si ripresenta in queste afose giornate di fine giugno? A dicembre niente Finanziaria ma solo esercizio provvisorio perché il governatore, appena eletto, si era appena insediato e mancava la giunta. Poi il varo della manovra solo a fine marzo, pur di uscire dall’esercizio provvisorio che costringeva palazzo Santa Lucia a non poter lavorare a pieno regime. Con la promessa, non detta, che i consiglieri sarebbero stati accontentati nella manovra di assestamento prevista in estate. Che, eccola, dovrebbe arrivare nell’ultima decade di luglio. Da qui le prime riunioni, informali, tra i consiglieri di maggioranza che tenevano già pronti nel cassetto le desiderata. Anche perché non solo quest’anno erano saltati gli emendamenti alla finanziaria ma, per scelta di Fico, era stato cancellato anche il cosiddetto articolo 28 istituito da De Luca che garantiva, tramite Scabec, fondi per sostenere attività culturali ed eventi vari. Ma i consiglieri possono pure archiviare gli emendamenti in Finanziaria come si facevano un tempo. E con quelle somme a disposizione. Non a caso, lunedì pomeriggio, dopo il consiglio regionale l’ex presidente della Camera, con il vice Casillo, non ha disertato certo la riunione dei capigruppo di maggioranza. E lì erano già pronte le richieste: la proposta era di 250mila euro per i consiglieri della maggioranza, 50 mila per quelli della minoranza. Immaginate la scena: il governatore Roberto Fico senza tanti giri di parole ha fatto capire che potevano scordarselo. Al massimo 50mila euro a testa per ogni consigliere (30mila per la minoranza). Non un centesimo di euro in più. «A metà anno - ha spiegato più o meno Fico - non si possono presentare emendamenti di questo genere e per queste cifre. E’ giusto andare incontro alle esigenze delle vostre comunità ma serve una linea diversa, un profilo più serio e programmatico». «Basta sagre di paese, insomma», avrebbe aggiunto il governatore secondo il racconto di chi era alla riunione. Poi la proposta: si sceglie un tema, che sia sanità, ambiente o infrastrutture e gli emendamenti non possono sconfinare da quel perimetro programmatico. L’ex presidente della Camera, insomma, ha chiesto una svolta di rigore. E anche sul fondo totale a disposizione c’è una stretta: altro che i 12 milioni del passato, non si arriverà oltre i 4 e sempre rimanendo in quel perimetro. Sarebbero circa 50 mila a consigliere regionale. Prendere o lasciare. Altrimenti se ne discute a dicembre, ha fatto capire il governatore. Vedremo come andrà a finire. Intanto i consiglieri stanno per rilanciare: arrivare almeno a 100mila euro di spesa per ogni membro della maggioranza, la metà per quelli dell’opposizione.