Non è solo il referendum che anima le giornate del centrodestra, anzi. Il quorum mancato dà soddisfazione ma bisogna guardare avanti. E non sono tutte rose e fiori. Sul fisco è battaglia: Giorgia Meloni indica la via del taglio dell’Irpef per il ceto medio, Tajani applaude, il ministro Giorgetti frena e Salvini si innervosisce perché «la priorità oggi è la rottamazione delle cartelle e la pace fiscale». Ma non solo. Ci sono anche altri nodi da sciogliere. Di cui si è parlato in un vertice a Palazzo Chigi ieri all’ora di pranzo, iniziato con una battuta della premier agli alleati: «Tranquilli, non voglio bacchettare nessuno, anzi sono contenta di tutti voi». Nel vertice però sono emersi almeno altri due temi che dividono la maggioranza: la legge sul fine vita e il possibile intervento per permettere ai governatori di correre per un terzo mandato.

Sul primo punto era stato convocato l’incontro, perché nel calendario del Senato è previsto che un testo approdi il 17 luglio. La maggioranza sembra decisa a chiudere con una legge quello che è un tema sul quale la Corte costituzionale ha chiesto si adottino linee chiare e che, in mancanza di una norma nazionale, può essere oggetto di scelte diverse delle singole Regioni.