Un filotto (mai visto a giugno) di dieci giorni da bollino rosso in riva all’Arno – con colonnina di mercurio in vertiginosa ascesa dai 35 gradi fino ai 41,6 registrati alla stazione Orto botanico – di lunedì. Una Firenze strapazzata dal fiato caldissimo di un’estate arrivata di schianto e in largo anticipo cogliendo di sorpresa una città ancora lontana dallo svuotarsi per le ferie ma al compenso già satolla di ’eroici’ turisti con gli occhi in su davanti a Santa Maria del Fiore incuranti del solleone. Scontato il risultato: climatizzatori a manetta in ogni angolo della città, strade ancora più arroventate e, inevitabili, blackout a macchia di leopardo, dall’Oltrarno a Novoli, da Gavinana al Campo di Marte e fino allo Statuto. Risolti a volte in un pugno di minuti, in altri casi in ore. Superlavoro dunque per i tecnici di Enel.

Dalla società fanno tuttavia sapere che al momento, in questi roventi "non ci sono stati gravi criticità di blackout diffusi, sulle reti di media tensione, in città". Le dorsali di media tensione, per intendersi, sono le principali direttrici sotterranee di distribuzione dell’energia e costituiscono la spina dorsale del sistema elettrico cittadino. Arrivano alle cabine di trasformazione secondarie, da cui escono le linee di bassa tensione che portano poi elettricità nelle abitazioni. Se si verificano circoscritti - e a volte ripetuti - disservizi di bassa tensione – precisano ancora da Enel – essi possono essere dovuti a scatti dei singoli circuiti di bassa tensione, anche in base ai prelievi delle utenze – in particolar modo commerciali – che devono sempre prelevare secondo quanto previsto dalla propria potenza contrattuale.