Scintille tra i leader nazionali, da Salvini a Fratoianni, sull’origine del killer. Forza Italia chiede sulla sicurezza un tavolo regionale con prefetti e questori."Lo ha ucciso uno straniero: è l’ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere". Erano le 10.45 di ieri quando Tommaso Fiazza, capogruppo leghista in Regione, sulla base delle prime notizie sul delitto, diramava un’imprudente nota stampa dal titolo: "Chi uccide per una pizza non può avere posto nella nostra comunità. Avanti con la remigrazione". Alle 11.33, quando si diffonde la notizia che l’omicida è italiano, ai giornali arriva la richiesta di cestinare il primo comunicato e una seconda nota cambia la rotta: "Puntualmente si ricomincia a parlare di fragilità, dipendenze e disagi. Basta alibi. Nessuna condizione personale può attenuare la gravità della violenza".

Lo choc emotivo e il cordoglio per il delitto si sono tradotti, in termini politici, in una ridda di dichiarazioni ed in uno scontro anche nazionale durissimo tra il centrodestra, che legge la tragedia come prova della necessità di più repressione, controlli e rigore, e il centrosinistra, che punta l’indice contro la ’gaffe’ di Fiazza, chiede di non strumentalizzare e non far sciacallaggio, invocando sì sicurezza, ma anche welfare e prevenzione sociale verso chi vive fragilità e dipendenze.