Le piante “sentono” il suono della pioggia, rispondendo al picchiettio delle gocce che cadono: uno studio del Massachusetts Institute of Technology, a Boston, dimostra che i semi di riso germogliano più in fretta in risposta al rumore della pioggia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Scientific Reports”: si tratta dei primi risultati diretti che dimostrano la percezione dei suoni in natura. Già di recente un altro lavoro, condotto stavolta presso l’Università di Tel Aviv e pubblicato sulla rivista “eLife”, aveva offerto la prima dimostrazione del fatto che animali e piante si “parlano”, comunicando attraverso una serie di suoni impercettibili all’orecchio umano. L’analisi sulle falene dimostrava che questo “dialogo” a base di ultrasuoni è in grado di influenzare i luoghi dove gli insetti decidono di deporre le uova. Ora, invece, ci si è basati su esperimenti condotti con gruppi di semi di riso: il team ha così scoperto che il suono delle gocce li risveglia dal loro stato di cosiddetta “dormienza”, vale a dire la condizione fisiologica di riposo in cui i semi, pur essendo vitali, non germogliano: il processo ne stimola la germinazione a un ritmo più rapido rispetto ai semi non esposti alle stesse vibrazioni sonore. E’ una nuova – e straordinaria – prova che le piante sono sorprendentemente sensibili agli stimoli esterni. Per sopravvivere, infatti, si sono evolute sviluppando la capacità di percepire e di reagire. Alcune specie, per esempio, si chiudono di scatto quando avviene un contatto, come in presenza di un insetto, e, quindi, in risposta a uno stimolo meccanico. D’altra parte – come è noto – sanno come reagire alla luce, protendendosi verso il Sole per favorire la propria crescita. Le piante, poi, sono anche in grado di percepire la gravità. Le radici crescono verso il basso, mentre i germogli si spingono verso l'alto. Il tutto avviene grazie agli “statoliti”, granuli densi, spesso ricchi di amido, che sedimentano verso il basso, “affondando” all’interno della cellula vegetale, come granelli di sabbia in un barattolo d'acqua. Quando uno statolite si deposita sul fondo, la sua posizione sulla membrana cellulare riflette la direzione della gravità e indica al seme dove deve crescere la sua radice o il suo germoglio. Gli scienziati hanno scoperto che, se lo statolite viene spostato, la trasformazione può, in certi casi, stimolare una maggiore crescita. Il nuovo studio prende le mosse da una precedente osservazione, secondo cui il suono della pioggia sott'acqua è più forte che nell’aria. “Se controllate, vedrete che è molto più intenso”, ha detto l’autore principale della ricerca, Nicholas Makris, ingegnere meccanico al Mit. "Questo fenomeno è dovuto al fatto che l'acqua è più densa dell'aria. Pertanto – spiega -, se foste un seme posizionato a pochi centimetri dall'impatto di una goccia di pioggia, il tipo di suono che sperimentereste in acqua o nel terreno sarebbe paragonabile per intensità a quello udibile stando a pochi metri da un jet". Makris sospettava, quindi, che le onde sonore generate dalla pioggia potessero essere sufficienti a scuotere gli statoliti e, di conseguenza, a stimolare la crescita di un seme. Per verificare l’ipotesi, ha studiato una serie di semi di riso che crescono, di norma, in campi acquitrinosi poco profondi. Attraverso molti esperimenti ripetuti il team ha immerso nell'acqua 8 mila singoli semi di riso, usando speciali vaschette, e ne ha esposto alcune parti al gocciolamento dell'acqua. I ricercatori hanno variato le dimensioni e l'altezza di ogni goccia d'acqua per simulare le gocce di pioggia durante temporali leggeri, moderati e intensi. Hanno anche utilizzato un idrofono per misurare le vibrazioni acustiche create sott'acqua. Hanno quindi confrontato queste misurazioni con le registrazioni effettuate sul campo, ad esempio in pozzanghere, stagni, zone umide e terreni durante i temporali. In questo modo hanno confermato che le gocce d'acqua create in laboratorio generavano vibrazioni acustiche proprio come quelle della pioggia. Alla fine è emerso che i semi esposti al suono dell'acqua germinavano dal 30 al 40% più velocemente rispetto ai semi non esposti al suono, pur trovandosi in condizioni per il resto identiche. Hanno anche scoperto che i semi più vicini alla superficie percepivano meglio il suono delle gocce e crescevano più rapidamente, rispetto ai semi più sommersi o più distanti. Ora altri test su questo “vantaggio biologico” sono attesi: l’ipotesi avanzata dai ricercatori è che non solo il riso, ma anche molti altri tipi di semi possano reagire al suono della pioggia. E “risvegliarsi”.