<p>Le micro e piccole imprese costituiscono il 95% del tessuto imprenditoriale italiano, generano quasi un terzo del pil nazionale e occupano quasi la metà dei lavoratori del Paese.
Eppure, negli ultimi quindici anni, il credito loro destinato si è ridotto in modo continuo e strutturale di quasi 70 miliardi. È questo il dato principale che emerge dal primo Libro Bianco sul credito alle micro e piccole imprese, ricerca coordinata da Paola Paoloni de La Sapienza e presentata ieri a Roma.
Lo studio nasce da un'iniziativa congiunta (con il contributo di Unioncamere) di Federcasse, che rappresenta il sistema delle banche di credito cooperativo, Banca Aidexa, fintech specializzata nel credito alle pmi, Innexta, fintech company del sistema delle Camere di Commercio Italiane, Confidi Systema! e Finpromoter, tra i principali consorzi di garanzia italiani, gruppo Nsa, attivo nella mediazione creditizia e nella consulenza finanziaria alle imprese.</p><p>Lo stock di credito destinato alle imprese con meno di 20 addetti è sceso da 171 miliardi nel 2011 a circa 107 miliardi nel 2024, con una riduzione complessiva del 37%, ossia di 64 miliardi.
Nella seconda metà del 2025 il credito destinato alle micro e piccole imprese ha registrato un'ulteriore contrazione di 5 miliardi, mentre il credito generale ha segnato +1,2%.</p><p>La ricerca segnala che il Fondo di garanzia nel primo semestre del '25 ha supportato imprese nel 66% dei casi già bancabili.







