di
Ferruccio de Bortoli
Le aziende con pochi dipendenti coprono il 30% del Pil eppure il volume di prestiti a loro dedicati è sceso del 37% tra il 2011 e il 2024. Vanno sostenute anche per non perdere l’occasione di finanziare il prossimo Unicorno
Abbiamo discusso a lungo, su L’Economia, del finanziamento alle imprese e dei modi per farle crescere. Sono sembrati sempre tutti d’accordo. Ma quando vi è l’unanimità qualcosa non va per il verso giusto. Occorre sempre diffidare di un «pensiero unico» — inevitabilmente anche il nostro rischia di esserlo — che in economia, forse più che in altri ambiti, è insieme un alibi e una trappola. Un alibi per giustificare inerzie gestionali e difficoltà burocratiche. «Noi vorremmo investire e crescere, però sono troppe le difficoltà…», dicono diversi imprenditori. «Noi vorremmo dare credito alle imprese, ma non ce lo chiedono…», ribattono alcuni banchieri. Dove sta la verità? L’alibi si trasforma in una trappola cognitiva nella quale finiscono per cadere aziende, banche, intermediari, istituzioni. Anche perché non si ha tanta voglia di cambiare le cose. Troppe le rendite di posizione: consulenze, commissioni e via di seguito. Anche la pigrizia mentale ha il suo dividendo, almeno apparente.








