Milano, 13 Giugno 2026 – Nell'ultimo anno gli impieghi bancari destinati all’intera platea delle attività produttive presenti nel nostro Paese sono aumentati, registrando un incremento complessivo di 9,7 miliardi di euro, un trend positivo che ormai dura dalla metà del 2025. Ma dietro questo dato apparentemente positivo si nasconde una realtà ben diversa. Ad assorbire interamente le nuove risorse sono state le aziende con più di 20 addetti, che, tra marzo 2026 e lo stesso mese del 2025, hanno beneficiato di maggiori finanziamenti per 14,5 miliardi di euro. Al contrario, le imprese di minori dimensioni – quelle con meno di 20 addetti – hanno visto ridursi il credito disponibile di 4,7 miliardi. Non si tratta di una semplice redistribuzione fisiologica degli impieghi bancari. Il problema è che a essere escluse dal sostegno creditizio sono proprio quelle realtà che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo italiano: ricordiamo che i lavoratori autonomi, gli artigiani, i piccoli commercianti e le micro imprese costituiscono il 98% delle aziende presenti nel Paese e, al netto degli occupati nel pubblico impiego, danno lavoro a oltre la metà degli italiani. Di fronte a questi numeri, viene spontaneo chiedersi se il sistema bancario, sempre più concentrato nelle grandi operazioni di finanza straordinaria, non stia progressivamente smarrendo la propria funzione originaria: accompagnare e sostenere chi crea lavoro, ricchezza e coesione sociale nei territori. Perché se il credito torna a crescere, ma continua a non raggiungere chi ne avrebbe più bisogno, il rischio è quello di alimentare un'economia a due velocità, nella quale i piccoli restano sempre più ai margini. Il quadro di sintesi emerge da un’analisi condotta dall’Ufficio studi della CGIA. Calano i prestiti delle banche alle piccole imprese
Aumentano i prestiti delle banche, ma non per tutti. Piccole e micro imprese penalizzate dal credit crunch
L’Ufficio studi della Cgia evidenzia la riduzione di 4,7 miliardi di credito per le aziende con meno di 20 dipendenti. I dati nelle regioni
Prestiti bancari italiani crescono (+9,7 mld) ma solo per grandi aziende; micro e piccole imprese vedono ridursi credito di 4,7 miliardi. Il credit crunch esclude il 98% delle aziende italiane, segnalando un'economia a due velocità dove i piccoli perdono accesso al capital.












