Lunedì l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem ha pubblicato un rapporto e gli ha dato un titolo che è già una condanna: “Unshielded Childhood” , “Infanzia senza protezione”. Cinquantaquattro nomi, cinquantaquattro storie, cinquantaquattro bambini e adolescenti palestinesi uccisi dalle forze israeliane in Cisgiordania nel solo 2025 - il tasso più alto dal 1967. Tra il 7 ottobre 2023 e oggi sono 241 i minori uccisi, tra quei nomi, per i primi mesi del 2026, c’è Sam Abu Haikal. Sette mesi. Ucciso a Hebron da un soldato che ha sparato contro l’auto su cui viaggiava con i genitori. Lo stesso comunicato che lo aveva archiviato come “danno a individui non coinvolti” oggi è solo un nome in un rapporto che usa una parola diversa, e più esatta: licenza di uccidere. Il comandante della zona, Avi Bluth, se n’è vantato pubblicamente: «Stiamo uccidendo come non uccidevamo dal 1967». B’Tselem ha controllato anche l’altra sua affermazione - che il 96% degli uccisi fosse coinvolto nel terrorismo - e l’ha chiamata col suo nome: una bugia spudorata. Questa settimana il rapporto di B’Tselem si è affiancato ad altri due testi che, messi in fila, compongono l’architettura morale esatta di questo momento. Il primo è il rapporto della Commissione d’Inchiesta Indipendente delle Nazioni Unite, pubblicato martedì scorso, che pronuncia una parola fino a poco tempo fa riservata alle formule più caute della diplomazia: genocidio. La Commissione scrive che Israele continua a colpire deliberatamente i bambini palestinesi, e che questo fa parte di un genocidio in corso a Gaza, oltre che di crimini di guerra in Cisgiordania. Stabilisce che circa il 30% dei morti a Gaza dall’inizio della guerra sono bambini. Documenta che gli attacchi ai centri di maternità hanno colpito il futuro stesso della popolazione, facendo aumentare aborti spontanei, nascite premature, mortalità infantile. E smentisce nel modo più diretto la favola del cessate il fuoco come svolta: anche dopo la tregua dell’ottobre 2025, scrive, i bambini continuano a essere uccisi, con un disprezzo costante per la tregua stessa e per la protezione che il diritto internazionale dovrebbe garantire ai minori. Il secondo testo arriva da una direzione opposta e racconta l’altra metà della stessa storia: una bozza di risoluzione di quattro pagine, etichettata “sensitive but unclassified”, rivelata dal Guardian sabato scorso. Riguarda il Board of Peace, l’organismo che Trump ha venduto al mondo come lo strumento della pace a Gaza. Il documento estende l’immunità totale a ogni membro del Board, ai funzionari del suo ufficio esecutivo, ai tecnocrati palestinesi reclutati per amministrare il territorio, alle forze militari internazionali e ai contractor: tutti protetti da «qualsiasi arresto, detenzione o procedimento legale nelle corti o altri enti di Gaza». Un’organizzazione nata per garantire legalità a Gaza si è scritta, prima ancora di cominciare a operare, l’esenzione totale dalla legge di Gaza.
Gaza, la Cisgiordania e i crimini impuniti
Nei territori occupati nel 2025 uccisi 54 minori palestinesi. È il tasso più alto dal 1967, ma non ci sono indagini














