Gaza. Ventuno bambini al giorno. Uno ogni poco più di un’ora
@UNICEF/Abed Zagout
A Gaza, mille giorni di guerra possono essere raccontati anche attraverso una cifra che fatica perfino a essere compresa. Almeno 21mila minori uccisi dall’esercito israeliano dall’inizio del conflitto. Una media orribile che, secondo le organizzazioni umanitarie, potrebbe essere persino sottostimata perché non include i corpi ancora sepolti sotto le macerie. I corpi. Ancora sepolti. Sotto le macerie.
Dietro ogni numero c’è una storia interrotta, un quaderno rimasto aperto su un banco, un compleanno mai festeggiato, una camera da letto trasformata in polvere. Dietro quei 21mila bambini ci sono famiglie spezzate e un’intera generazione che sta crescendo conoscendo soprattutto paura, fame e perdita.
Secondo i dati del Site Management Cluster, oltre 800mila minori sono stati costretti a lasciare le proprie case. Molti di loro hanno già vissuto diversi sfollamenti nel corso della guerra, inseguendo una sicurezza che continua a sfuggire. Circa 7mila bambini si trovano oggi separati dalle loro famiglie o senza accompagnamento.













