In mille giorni di conflitto nella Striscia di Gaza, il bilancio per l'infanzia ha assunto contorni catastrofici. Secondo i dati diffusi da Save the Children, almeno 21.000 minori sono stati uccisi, ma la stima reale è destinata a essere drammaticamente più alta a causa dell'incalcolabile numero di dispersi sepolti sotto le macerie. La prolungata offensiva ha distrutto o danneggiato oltre 370.000 abitazioni, spazzando via quasi il 77% di tutte le unità abitative di Gaza e costringendo la popolazione palestinese a vivere confinata in un'area che oggi rappresenta meno del 40% dell'intero territorio della Striscia.
Nemmeno la dichiarazione di un "cessate il fuoco" risalente allo scorso ottobre ha fermato le violenze: da quel momento, le forze israeliane hanno ucciso altri 275 minori. Di fronte a questa strage, Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, ha rivolto una durissima accusa alla comunità internazionale, colpevole di aver voltato le spalle a un milione di bambini. Mentre i civili venivano uccisi dalle bombe o morivano di fame e malattie a causa del mancato accesso umanitario da parte del governo israeliano, ha denunciato Alhendawi, il resto del mondo ha continuato a fornire armi e a mantenere in vigore i propri accordi commerciali con Israele.









