Il numero era già nel bilancio del 7 ottobre 2025 diffuso dal ministero della Salute di Gaza: fino a quel giorno erano stati uccisi oltre 20mila bambini su un totale di 67.173 registrati nei primi due anni di guerra. Nello stesso periodo, i minori feriti erano 44.143. Il nuovo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati e Israele, che ricostruisce le violazioni fino al 31 marzo 2026, mette queste cifre al centro di un’accusa precisa.I bambini palestinesi, scrivono gli investigatori, sono stati deliberatamente colpiti dalle forze armate israeliane; la loro uccisione è uno degli elementi da cui ricavare l’intento di distruggere, in tutto o in parte, la popolazione palestinese di Gaza. La stessa Commissione aveva già parlato di genocidio nel settembre del 2025. Nel documento pubblicato il 23 giugno quello sui morti è il dato più eclatante di un'indagine più ampia, che riguarda anche i bambini rimasti senza arti o genitori, la fame, la distruzione dei reparti neonatali e quella delle scuole, dove da oltre due anni non esiste più un’istruzione regolare.I bambini come obiettivi “deliberati” di IsraeleI bambini gazawi rappresentano circa il 30% dei morti censiti nel bilancio sanitario. Nelle guerre del 2008-2009 e del 2014 erano stati all’incirca il 24%. La proporzione non dimostra da sola che un minore sia stato scelto come bersaglio. Il rapporto la accosta alla prosecuzione degli attacchi con munizioni ad alto potenziale e armi dagli effetti estesi in quartieri densamente abitati, anche mentre il numero delle vittime tra i bambini continuava a crescere. La Commissione afferma inoltre di avere esaminato episodi in cui fuoco letale e armi di precisione sarebbero stati diretti contro bambini riconoscibili come tali. È sulla combinazione tra questi casi e l’andamento generale delle operazioni che fonda la conclusione secondo cui le uccisioni non possano essere spiegate soltanto come conseguenze “non volute” dei combattimenti.Gli investigatori sostengono anche che le forze israeliane abbiano trattato la popolazione civile nel suo insieme come associata ad Hamas e agli altri gruppi armati, includendo i minori nella stessa rappresentazione collettiva del nemico. “Le prove mostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi”, ha dichiarato il presidente della Commissione, Srinivasan Muralidhar.La reazione di IsraeleLa missione israeliana a Ginevra ha respinto il rapporto come una “montatura diffamatoria”, negando che l’esercito colpisca deliberatamente i bambini e accusando gli investigatori di avere ignorato le tattiche di Hamas nelle aree civili. Israele cita le campagne di vaccinazione, l’ingresso di personale sanitario e gli ospedali da campo tra le misure adottate per ridurre i danni; accusa (respinta) Hamas di sottrarre aiuti e carburante agli ospedali.Gli oltre 20mila bambini non sono frutto di un conteggio diretto della Commissione, ma una cifra proveniente dal ministero della Salute di Gaza. L'Ocha, l’Ufficio umanitario delle Nazioni Unite, precisa che i bilanci non verificati autonomamente dall’Onu restano attribuiti alla fonte e che le suddivisioni per età riguardano le vittime ufficialmente identificate.Con la distruzione degli ospedali, i corpi rimasti sotto le macerie e la morte di interi nuclei familiari, anche i registri hanno cominciato a perdere pezzi. Uno studio pubblicato nel febbraio 2026 su The Lancet Global Health ha stimato 75.200 morti violente fino al 5 gennaio 2025, contro le circa 49mila registrate allora dal ministero. La ricerca riguarda la mortalità complessiva e potrebbe indicare che il bilancio sulle morti infantili citato dalla Commissione potrebbe non comprenderli tutti.La portata generazionale della distruzione di GazaSecondo l’Organizzazione mondiale della sanità, circa 43mila delle 172mila persone ferite a Gaza dall’ottobre 2023 hanno subito lesioni destinate a cambiarne la vita. Fino a un quarto sono bambini, all’incirca diecimila, con amputazioni, gravi danni agli arti, ustioni, lesioni spinali o traumi cerebrali. Nessuna struttura riabilitativa di Gaza è pienamente funzionante. Delle 2.300 persone amputate, curate tra settembre 2024 e maggio 2026, soltanto 500 avevano ricevuto una protesi permanente. Per un bambino, una protesi deve essere sostituita seguendo la crescita del corpo e accompagnata da fisioterapia, nuovi interventi e controlli che la guerra ha reso quasi impossibili.Un’indagine telefonica dell’Unicef svolta tra dicembre 2025 e gennaio 2026 su poco più di duemila famiglie ricostruisce ciò che accade fuori dagli ospedali. Il 7% dei bambini aveva perso almeno un genitore; circa il 5% viveva senza cure parentali, quasi sempre affidato a parenti. Secondo i familiari, il 18% dei minori tra i 5 e i 17 anni aveva almeno una difficoltà funzionale, comparsa dopo l’ottobre 2023 in più della metà dei casi. Nel 59% delle famiglie con bambini sotto i cinque anni, almeno uno aveva saltato un pasto nella settimana precedente. Problemi del sonno, enuresi, aggressività e isolamento erano diffusi e il 92% dei sintomi segnalati era iniziato dopo l’avvio della guerra. Circa due bambini su tre avevano frequentato meno di tre mesi di attività educative dall’ottobre 2023.Maternità, reparti neonatali, famiglie, riabilitazione e scuola sono tutti presidi che gli attacchi hanno deliberatamente colpito limitando la possibilità dei più piccoli di arrivare all’età adulta. È qui che Muralidhar colloca la conseguenza politica dell’indagine: prendendo di mira i bambini, Israele starebbe colpendo “la capacità stessa del popolo palestinese di esistere e determinare il proprio futuro”.Non una sentenza, ma un insieme di provesulle innegabili responsabilità di IsraeleLa Commissione è un organismo investigativo indipendente creato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Raccoglie prove, attribuisce responsabilità e formula conclusioni giuridiche, ma non condanna uno Stato o una persona.Il documento riguarda anche la Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, dove descrive un aumento della violenza dei coloni e maltrattamenti sistematici dei minori durante arresti e detenzioni: denudamenti forzati, percosse, privazione del cibo e violenze sessuali e di genere. La Commissione li qualifica come crimini contro l’umanità; Israele sostiene che il rapporto ometta il contesto della minaccia terroristica affrontata dalle forze di difesa di Tel Aviv.La controversia sulla possibile violazione della Convenzione sul genocidio è davanti alla Corte internazionale di giustizia dal dicembre 2023, su iniziativa del Sudafrica. La Corte ha imposto misure provvisorie, ma non si è ancora pronunciata sul merito. Il rapporto del 23 giugno non chiude la questione giuridica. Spiega perché, secondo la Commissione, i bambini uccisi non possano essere separati dall'operazione militare di Israele, che oggi controlla oltre il 60% per cento della Striscia, puntando – come dichiarato dallo stesso primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu – al 70%.
Cosa c'è scritto nel rapporto Onu che accusa Israele di aver ucciso “deliberatamente” oltre 20mila bambini nella Striscia di Gaza
Secondo una commissione di inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, Tel Aviv starebbe colpendo “la capacità stessa del popolo palestinese di esistere”. Una posizione che riapre il dibattito sul riconoscimento legale del genocidio











