Viareggio, 1 luglio 2026 – Con Daniela Rombi, Marco Piagentini e tutti i componenti dell’associazione ‘Il mondo che vorrei’, Viareggio ha un debito morale. Se in questi anni la città ha riscoperto un senso di appartenenza, si è sentita di nuovo comunità, ha ritrovato valori comuni attorno a cui fare fronte compatto, lo deve in gran parte alla battaglia di civiltà e giustizia portata avanti dai familiari delle vittime della strage del 29 giugno.
In queste ore frenetiche, segnate dalle polemiche per la conferma della condanna di cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti, c’era bisogno di un abbraccio più caloroso, di una stretta più forte che spazzasse via l’infamia di certe insinuazioni.
Viareggio ha risposto presente e Daniela Rombi, sul palco allestito davanti alla Casina dei ricordi, pochi minuti prima delle 23.48, ha ringraziato la città: “Non saremmo mai arrivati fino a questo punto senza il vostro supporto, senza il sostegno di chi è sempre stato accanto a noi, anche nei momenti più duri”.
È stato un 29 giugno diverso dagli altri, il primo dopo la sentenza definitiva. Si è chiuso il percorso processuale, ma non il dolore. Sono passati 17 anni e, proprio come quest’anno, era un lunedì. Da quel momento, per i familiari delle vittime, il mondo si è capovolto, sono state cancellate vite, sogni, speranze.













