Non è solo una replica. È il tentativo di riportare il dibattito e il buon senso nel luogo in cui, secondo i familiari delle vittime della strage di Viareggio, non avrebbe mai dovuto smettere di stare: il ricordo di chi non c’è più e il rispetto per una vicenda giudiziaria conclusa dopo diciassette anni. Per questo, a un giorno dell’anniversario della strage ferroviaria del 29 giugno 2009, l’Associazione Il Mondo che Vorrei e il collegio degli avvocati che hanno rappresentato le parti civili hanno deciso di intervenire pubblicamente, dopo le polemiche politiche e le prese di posizione seguite all’ingresso in carcere dell’ex amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti.
Il tono del comunicato è netto fin dalle prime righe. “Oggi è il giorno del raccoglimento e della commozione nel ricordo dei nostri morti; tuttavia, addolora e amareggia che la politica paia trasformare i condannati in vittime.” Parole che arrivano dopo giorni di discussioni in cui l’attenzione si è concentrata sulla sorte dei manager condannati, più che sul lungo percorso che ha portato alle sentenze definitive. Ed è proprio questo il punto che i familiari intendono ribadire. “Sorprende, inoltre, che degli illustri avvocati contestino sentenze ormai definitive.”










