L’abbraccio tra la presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei“ Daniela Rombi e la sindaca Ilaria Salis è il “ponte“ umano che unisce Viareggio e Genova. Due città legate dalla ferita lasciata da due disastri innaturali: la strage ferroviaria del 29 giugno 2009 che causò 32 vittime, e il crollo del viadotto autostradale in cui il 14 agosto del 2018 morirono 43 persone. Ma anche dal coraggio, di camminare controvento e contro il tempo sulla strada per la verità e la giustizia; e dalla speranza, che la sicurezza diventi la prima voce di investimento nei bilanci di ogni azienda pubblica o privata.
E quell’abbraccio, in cui si sono stretti due dolori, si è concretizzato in una promessa, giovedì mattina, fuori dall’aula magna del Palazzo di Giustizia di Genova dove una delegazione de “Il Mondo che Vorrei“ si è recata nel giorno della sentenza di primo grado sul disastro del ponte Morandi. "Abbiamo partecipato per portare sostegno e solidarietà a tutti i familiari di questa tragedia, che dovranno vigiliare ancora su quello che succederà da qui in avanti. E noi – ha garantito Rombi – gli daremo tutto quello che potremo perché abbiano la forza di continuare la battaglia per la verità e la giustizia. Fino in fondo".






