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Nell’estate dell’ennesimo campionato del mondo di calcio che non vede l’Italia tra i suoi principali protagonisti, ecco che forse può arrivare in soccorso di tutti i tifosi italiani un bellissimo testo di Angelo Carotenuto, abituato da sempre a frequentare quella zona liminale che sta tra la letteratura e lo sport, tra l’epica e il gesto per il primato in campo.
«I Mondiali immaginari» (Sellerio) è infatti un tentativo - splendidamente riuscito, almeno sulla pagina scritta - di mettere a confronto le più grandi nazionali della storia del calcio. Un campionato che salta tra le varie edizioni giocando a mettere a confronto i più grandi campioni di sempre. Un gioco romanzesco, fatto di storie minime e di grandi epiche vicende: Paolo Rossi e Pelé, Diego Armando Maradona e Johan Cruijff, la nazionale italiana del 1982 e la Germania di Franz Beckenbauer. Non manca nessuno dei grandi beniamini della storia del calcio. Angelo Carotenuto rende così omaggio a uno sport oggi sommerso più da fatti extra sportivi che da clamorose azioni in campo, uno sport schiacciato dal peso dei soldi, dei diritti televisivi e che si trova - soprattutto in Italia - mangiato dalla sua stessa popolarità. Ecco qui invece rilucere la bellezza del gioco, l’ingenuità di un tifo ancora innamorato della palla. «I Mondiali immaginari» si apre con i sedicesimi di finale, quelli che vedono opposte le nazionali di Brasile 1970 e Inghilterra 1990, ovvero Pelé e Gascoigne, e poi segue piano piano tutto il calendario del mondiale al punto che lo si potrebbe leggere pagina dopo pagina, in concomitanza proprio con il Mondiale 2026.







