Insulti, scherno, parole cariche di rabbia e frustrazione.

Il caso che da sabato scorso coinvolge la ministra Eugenia Roccella, bersaglio di attacchi sui social mentre proseguono le ricerche del marito Luigi Cavallari, disperso nel lago di Vico, riporta al centro il tema dell’odio online e dei confini sempre più labili del linguaggio digitale, che sembra sempre più spesso prescindere da ogni limite umano.

Episodi che in queste ore hanno suscitato una condanna trasversale nella politica, da destra a sinistra.

La premier Giorgia Meloni ha parlato di “commenti ignobili e disumani”, inseriti in un “clima avvelenato” che avrebbe progressivamente legittimato odio e disprezzo, fino a superare il confine dello scontro politico.

Sulla stessa linea la vicepresidente dei senatori del Pd Beatrice Lorenzin, che ha definito “indegni e disumani” i commenti d’odio, chiedendo “silenzio e solidarietà”.