di

Rinaldo Frignani

Molti messaggi sono stati acquisiti e sono scattati gli accertamenti anche per accertare se si tratta di persone reali oppure di troll, o ancora se dietro ci sia una campagna che possa aver coinvolto gruppi di hacker

Molti si nascondono dietro nickname (e chissà se sono profili reali). Altri usano nome e cognome. «Solo il marito, lei no? Peccato», è il commento di tale Antonio P. a un post sulla scomparsa del marito della ministra della Famiglia Eugenia Roccella nel lago di Vico. «Mi spiace sia capitato a lui e non a lei», è la reazione di Gabriele T., che ci mette nome e cognome, ma non la faccia: come foto profilo ha un dolce micio. La faccia, nella foto profilo, la mette invece Pina M., una signora di Firenze: «Il karma… comincia a girare». Marta D. è più giovane, studentessa al Politecnico, ma fa lo stesso commento: «Il karma gira», con emoticon del cuore. C’è poi Marco F.: «Donna, madre, cristiana. Ce l’ha buttato in acqua lei». E ancora a peggiorare. Fino a un «Peccato che non sia successo direttamente a te», in risposta a un post del presidente del Senato Ignazio La Russa. Sono solo alcuni delle centinaia di messaggi d’odio che sono finiti sui social sui quali adesso indaga la polizia postale. Con il passare delle ore ne sono stati acquisiti molti sui quali sono scattati gli accertamenti degli investigatori anche per accertare se si tratta di persone reali oppure di troll, o ancora se dietro ci sia una campagna che possa aver coinvolto gruppi di hacker nell’ambito delle attività di manipolazione dell’opinione pubblica che si sono già viste nei mesi scorsi. «Beh, c’erano modi molto meno plateali per tagliare i ponti con suor Roccella», aggiunge un altro hater sui social. «Muore uno dei tuoi? Bene, così impari», compare su un’altra piattaforma. C’è anche qualcuno che chiede «Lei è indagata!».