Lo ius soli, un principio - costituzionale - che contraddistingue gli Stati Uniti da un secolo e mezzo. Dal 1868. Chi nasce negli Stati Uniti, a prescindere dalla nazionalità, è cittadino americano. E la Corte suprema lo conferma, bocciando al tempo stesso uno dei cardini delle politiche trumpiane sull’immigrazione. Nonostante la maggioranza conservatrice, anche una giudice nominata dallo stesso Trump, Amy Coney Barrett, ha votato contro.Il presidente della Corte Suprema, John G. Roberts Jr., che ha scritto l'opinione della maggioranza, ha spiegato che l'ordine esecutivo di Trump violava il XIV Emendamento della Costituzione statunitense. I bambini nati negli Stati Uniti da genitori senza documenti o da genitori presenti temporaneamente nel Paese, ha scritto, sono cittadini fin dalla nascita. "La cittadinanza, allora come oggi, era il diritto ad avere diritti, a partecipare liberamente alla nostra comunità politica", ha scritto Roberts. "Gli estensori del XIV Emendamento hanno esteso quella promessa a "ogni persona nata libera in questa terra. Oggi manteniamo quella promessa”, ha poi aggiunto.La sentenza della Corte suprema è un duro colpo per Trump, nonostante alcune pronunce molto favorevoli di questi giorni. A gennaio del 2025, il presidente Usa - nel primo giorno alla Casa Bianca - aveva firmato un ordine esecutivo che negava l’automatismo della cittadinanza per i figli di migranti senza permessi di soggiorno.Ma la battaglia della Casa Bianca non sembra destinata a fermarsi. Poche ore dopo la decisione della Corte, Trump ha rilanciato sul suo social Truth un'analisi secondo cui l'obiettivo di limitare lo ius soli potrebbe essere raggiunto anche per via legislativa. Al Congresso diversi parlamentari repubblicani hanno già depositato proposte di legge che puntano a restringere la cittadinanza per nascita modificando l'Immigration and Nationality Act.Tra i promotori ci sono il deputato texano Brian Babin e il senatore Lindsey Graham. La loro proposta prevede che la cittadinanza automatica venga riconosciuta soltanto ai bambini con almeno un genitore cittadino americano, cittadino nazionale, residente permanente legale oppure residente permanente in servizio nelle forze armate. L'obiettivo è reinterpretare la clausola del XIV Emendamento secondo cui la cittadinanza spetta a chi è "soggetto alla giurisdizione" degli Stati Uniti."La Corte Suprema ha confermato il diritto di cittadinanza per nascita, cosa che ritengo negativa per il nostro Paese. Tuttavia, possiamo facilmente rimediare attraverso una legge del Congresso, con il sostegno del presidente - ha scritto in un altro post su Truth -. "Non è necessario alcun lungo e complesso emendamento costituzionale! Il Congresso dovrebbe iniziare oggi stesso a lavorare per porre fine alla cittadinanza per nascita, che e' costosa e ingiusta per il nostro Paese. Avra' il mio sostegno completo e totale!", ha assicurato.
Sullo stop allo ius soli la Corte suprema boccia Trump: chi nasce negli Stati Uniti è cittadino americano. Ma il tycoon è pronto ad aggirare la sentenza
La pronuncia è un duro colpo per le politiche migratorie trumpiane, con il "no" dell'ordine esecutivo (firmato il primo giorno alla Casa Bianca) con cui negava











