La sentenza rappresenta una significativa sconfitta legale del tentativo del presidente americano di porre fine alla cittadinanza automatica per i figli nati negli Stati Uniti da genitori presenti nel Paese illegalmente o solo in via temporanea
Chi nasce negli Stati Uniti è cittadino americano. La Corte Suprema respinge il tentativo di Donald Trump di abolire lo ius soli con un decreto esecutivo, infliggendo un duro colpo alla sua stretta sull'immigrazione. Il presidente, però, incassa il via libera dei saggi a vietare alle atlete transgender di partecipare allo sport femminile, vincendo una battaglia che porta avanti da mesi ed è diventata simbolo della sua guerra contro la cultura 'woke'. Lo ius soli "è un male per il Paese", ha tuonato un frustrato Trump sul suo social Truth. Lodando la Cina di Xi Jinping per non avere il diritto di cittadinanza per nascita, il presidente ha esortato il Congresso, a maggioranza repubblicana, ad agire e approvare una legge che vieti lo ius soli. "Non è necessario alcun emendamento costituzionale. Il Congresso dovrebbe iniziare oggi stesso a lavorare per" abolire una "pratica costosa e ingiusta per il nostro Paese. Avranno il mio pieno e totale sostegno", ha aggiunto.










