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Washington, 1 lug. (askanews) – Pesante bocciatura per uno dei cavalli di battaglia della politica anti immigrazione di Donald Trump. La Corte Suprema degli Stati Uniti, con 5 voti a favore e 4 contrari, ha dichiarato illegittimo l’ordine esecutivo con cui il presidente intendeva abolire la cittadinanza automatica per nascita, confermando invece l’interpretazione consolidata del 14° emendamento della Costituzione americana. Secondo i giudici dell’Alta Corte infatti chiunque nasce sul territorio statunitense, salvo eccezioni molto limitate, acquisisce automaticamente la cittadinanza americana. L’ordine firmato da Trump, che non è mai entrato in vigore, prevedeva invece di negarla ai figli di persone presenti illegalmente o temporaneamente negli Stati Uniti. Il Tycoon, irritato su Truth, ha definito la decisione “un peccato per il nostro Paese” e ha chiesto al Congresso di iniziare subito a lavorare contro lo ius soli “per porre fine con una legge alla costosa e ingiusta cittadinanza per diritto di nascita per il nostro Paese”.

I giudici hanno invece dato ragione all’amministrazione Trump sul fronte dello sport, mantenendo il divieto per gli atleti transgender di gareggiare nelle squadre femminili di scuole e università. “Questo mette fine a questa situazione ridicola”, ha commentato il presidente.