Le sentenze e il maxi-risarcimento L'irregolarità dei giorni di prova è costata carissima all'albergo di lusso, che ha visto decadere in giudizio una per una le tutele contrattuali a suo favore. Essendo che quei giorni sono considerati lavoro in nero, per legge è stata annullata la validità del contratto a tempo determinato. Che anzi, giuridicamente, si è trasformato in indeterminato a decorrere dal primo giorno in cui la giovane ha messo piede nel suo nuovo posto di lavoro. In questa nuova fotografia, è ovvio che il licenziamento dopo cinque giorni è considerabile "illegittimo". Motivo per il quale è scattato l'Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che tutela i dipendenti dai licenziamenti ingiusti. L'hotel cinque stelle è stato dunque condannato a risarcire la giovane con dodici mensilità - più tredicesima e quattordicesima - e ulteriori 15 mensilità sono arrivate come indennità sostitutiva perché la giovane ha rinunciato al reintegro in azienda. Una sentenza confermata anche dalla Corte d'Appello. Insomma, per aver fatto lavorare una persona "in nero" per soli 3 giorni di prova, l'hotel si è ritrovata a doverle pagare ben 27 mesi di stipendio.