di
Giampaolo Chavan
Preparava le colazioni all’hotel «Ausonia Hungaria» del Lido di Venezia. Confermata la sentenza di primo grado della giudice del lavoro Menegazzo: all’ex dipendente verrà corrisposta l’indennità risarcitoria di 12 mensilità
Ha lavorato solo cinque giorni all’hotel «Ausonia Hungaria», al Lido di Venezia, prima di essere licenziata oralmente con la giustificazione che non aveva superato il periodo di prova. La neo assunta, addetta alle colazioni dell’albergo, però ha fatto causa ai datori di lavoro, vincendo sia in primo sia in secondo grado. E così la «Dogale ospitalità & benessere srl», proprietaria dell’«Ausonia Hungaria», è stata condannata a corrisponderle 60 mila euro. Per soli cinque giorni di lavoro. L’ha stabilito la Corte d’Appello di Venezia, confermando la sentenza di primo grado della giudice del lavoro Anna Menegazzo, letta il 7 novembre 2025. E così ora all’ex dipendente dovrà essere corrisposta l’indennità risarcitoria di 12 mensilità, per 1.816 euro mensili.
Quindici mensilitàOltre a questa somma, la società veneziana dovrà pagarle altre quindici mensilità, perché la dipendente ha rinunciato alla reintegrazione sul posto di lavoro come era stato disposto dalla sentenza davanti alla giudice del lavoro di Venezia. I titolari dell’hotel, infine, dovranno versare i contributi previdenziali e dovranno pagare anche le spese legali sostenute dalla ricorrente nei due gradi di giudizio, per un importo complessivo che appunto arriva ai 60mila euro. In realtà resta l’incognita di un eventuale ricorso in Cassazione: «Non sappiamo ancora se ci rivolgeremo ai giudici di ultima istanza — fa sapere il legale dell’hotel «Ausonia Hungaria», Pierpaolo Favaron — prima dovremo leggere le motivazioni della sentenza, attese tra un mese».







