Un hotel di lusso del Lido di Venezia è stato condannato da giudice del lavoro e Corte d'appello a versare la somma a una donna che ha lavorato per cinque giorni presso la struttura. Il motivo? Tre giorni passati in sede a familiarizzare con le mansioni prima dell'avvio effettivo del rapporto di lavoro

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Era stata assunta per un lavoro a tempo determinato in un hotel di lusso di Venezia e scartata dopo un breve periodo di prova di cinque giorni, ma il licenziamento è stato dichiarato illegittimo dal giudice del lavoro e dalla Corte d’appello di Venezia, costando complessivamente all’azienda circa 60mila euro: 49mila di risarcimento, 4.500 di contributi e 6mila di spese legali. A pesare in maniera determinante per l’esito della vicenda un periodo di tre giorni precedenti il formale avvio del contratto di lavoro in cui la giovane si era recata in sede per provare le divise e apprendere a usare il gestionale informatico. Tre giorni che, per la giudice Anna Menegazzo, configurano un rapporto di lavoro vero e proprio, in nero. Per questo il tribunale ha fatto decadere le prerogative del datore di lavoro classificando il rapporto di lavoro come un tempo indeterminato, attivando l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ordinando un risarcimento pari a 12 mensilità più tredicesima e quattordicesima, oltre ad altre 15 per la rinuncia al reintegro.