'Nino, non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore': chissà se sarà capitato anche a Patrick Kluivert, quando ha giocato in Italia, nella stagione 1997-1998 con il Milan, di ascoltare il celebre brano di Francesco De Gregori, sempre attuale anche in tempi di Intelligenza artificiale. In queste ore, potrebbero servirgli per consolare il figlio Justin, uno dei tre giocatori olandesi che hanno sbagliato i rigori nella sconfitta contro il Marocco nei sedicesimi di finale dei Mondiali 2026.

Del resto, può capitare ad ogni nazionale in una fase finale della Coppa del mondo di far ricorso al titolo 'Maledetti rigori' che l'Italia ha imparato a conoscere e a riconoscere dal 3 luglio 1990, la sera dell'eliminazione a Napoli nella semifinale contro l'Argentina, ad Italia '90 appunto. Sono dovuti passare 12 anni, e altre due serie di 'Maledetti rigori' (a Pasadena nella finale di Usa 1994 contro il Brasile e a Parigi nei quarti di finale contro i padroni di casa poi campioni a Francia 1998) per farli diventare 'Benedetti'. Non era un Mondiale, era una semifinale degli Europei 2000 e, guarda caso, tra i protagonisti in negativo di quella partita, ci fu proprio Kluivert senior che sbagliò uno dei due penalty falliti nei tempi regolamentari dall'Olanda in una semifinale giocata in casa e per molti minuti in 11 contro 9. Poi l'Italia vinse alla lotteria dei rigori, quella del cucchiaio di Totti, facendo piangere l'Olanda e i Kluivert (che in carriera ha sbagliato solo due rigori, ma uno, quello con l'Italia, 'storico', appunto), proprio come successo in questo Mondiale.