Dall’errore di O’Rey nel 1978 contro l’Inter a quello di Mimmo nel derby del 2022. Quest’anno realizzati solo il 50% dei penalty

L’errore di Martin allo Stadium

Genova – Francesco De Gregori ha dedicato alcuni dei suoi versi più belli al ruolo del rigorista. «Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia». Versi scritti nel 1982, l’anno della vittoria nel Mundial spagnolo. Versi che raccontano perfettamente la storia di Roberto Baggio, che quell’errore nella finale del Mondiale 1994 continua a sognarselo di notte ma la gente non gliene ha mai fatto una colpa, anzi ha contribuito a farlo diventare paradossalmente uno dei giocatori più amati della storia del calcio italiano.

A proposito di storia, quella genoana è una lunga serie di trionfi, quando il calcio era agli albori, e disastri, di gioie immense e cocenti delusioni.

In una storia così travagliata anche i calci di rigore hanno una posizione molto rilevante. Ci sono penalty sbagliati che hanno determinato un campionato. Ad esempio quello di Roberto Pruzzo, aprile 1978, venne parato da Bordon, avrebbe dato al Genoa una fondamentale vittoria sull’Inter al Ferraris ma fu solo pareggio e alla fine sarebbe arrivata la retrocessione in Serie B. Pruzzo a fine stagione lasciò i rossoblù dopo 67 gol segnati e una promozione conquistata, nonostante tutto quel rigore miseramente fallito rimase una macchia indelebile che raffreddò un po’ l’affetto dei genoani nei suoi confronti.