Si è chiuso oggi (30 giugno) il termine per presentare domanda nell'ambito e della regolarizzazione straordinaria degli immigrati irregolari voluta dal governo di Pedro Sánchez. Il bilancio ha superato ogni previsione: sono oltre un milione le richieste presentate, quasi il doppio rispetto alla platea inizialmente stimata dall'esecutivo.Secondo i dati diffusi dal ministero dell'Inclusione, della Sicurezza Sociale e delle Migrazioni, a metà giugno erano già state registrate oltre 900 mila domande, delle quali 360 mila erano state ammesse all'istruttoria con il rilascio di un'autorizzazione provvisoria al rilascio di un'autorizzazione provvisoria al soggiorno e al lavoro. Le stime aggiornate indicano che le richieste potrebbero aver superato quota 1,2 milioni.La misura è entrata in vigore il 15 aprile tramite un decreto legge, dopo un'iniziativa legislativa popolare sostenuta da 600 mila firme e da centinaia di associazioni. L'obbiettivo è quello di far emergere il lavoro sommerso e favorire l'integrazione di migliaia di persone già presenti sul territorio spagnolo. Intervenendo oggi alla presentazione del piano di Integrazione e Cittadinanza, Sánchez ha difeso con forza il provvedimento, definendolo una scelta “responsabile” per un'immigrazione “legale, sicura e ordinata”.Secondo il leader socialista, la Spagna deve affrontare una sfida demografica, destinata a incidere profondamente sull'economia nazionale. “Senza immigrazione la Spagna perderebbe circa il 19% del Pil entro il 2050 e il 22% entro il 2075”, ha affermato. Per Sánchez, i migranti rappresentano una risorsa fondamentale per mantenere il mercato del lavoro, il sistema welfare e la vitalità di molte aree del paese.Il premier ha inoltre sottolineato il valore umano della scelta del governo, sostenendo che chi vive e lavora già in Spagna si merita il riconoscimento dei propri diritti e che il Paese deve continuare a distinguersi per il rispetto dei diritti umani e per una gestione consolidata dei flussi migratori.La sanatoria continua però a dividere la politica spagnola. Il Partido Popular e il partito di destra Vox hanno contestato duramente la scelta sostenendo che possa incentivare all'arrivo di nuovi migranti irregolari e criticando la linea di apertura dell'esecutivo. Parallelamente si è anche acceso il confronto sulla cosiddetta “Ley de Nietos”, la norma collegata alla legge della Memoria Democratica che permette ai discendenti degli emigrati e degli esiliati spagnoli durante il franchismo di ottenere la cittadinanza.Secondo i dati del ministero della Politica territoriale, fino al 31 marzo sono state presentate 2,4 milioni di richieste nei consolati spagnoli. Di queste, 544.722 sono già state approvate e oltre 306.000 persone sono state iscritte nei registri dei cittadini spagnoli.Il leader del Partido Popular, Alberto Nunez Feijoo, ha accusato il governo di voler ottenere nuovi elettori attraverso l'estensione della cittadinanza, parlando di una presunta operazione di “ingegneria elettorale”. Accuse rilanciate anche da Vox, secondo cui la misura sarebbe finalizzata a modificare il futuro corpo nazionale.Il governo respinge le critiche, ricordando che la sanatoria degli immigrati “Ley de Nietos” sono due procedure completamente distinte. La regolarizzazione straordinaria riguarda infatti i cittadini presenti residenti in Spagna e consente, in caso di esito positivo, di ottenere un permesso di soggiorno e di lavoro, ma non attribuisce la cittadinanza spagnola né il voto.