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In Spagna circa 1,3 milioni di immigrati irregolari hanno fatto domanda di regolarizzazione entro il 30 giugno, l’ultimo giorno in cui era possibile farlo. È un numero molto più alto rispetto alle stime del governo di centrosinistra di Pedro Sánchez, che aveva parlato di 500mila persone.
La regolarizzazione è prevista da un decreto approvato dal governo a metà aprile. Possono fare richiesta le persone straniere arrivate in Spagna in modo irregolare prima del 31 dicembre 2025, che hanno passato nel paese almeno cinque mesi continuativi e che non hanno precedenti penali, né in Spagna né nei paesi d’origine. Se approvata permetterà di ottenere il permesso di residenza per vivere e lavorare nel paese per un anno, rinnovabile per un altro anno.
Sánchez ha sostenuto che la procedura permetterà di riconoscere diritti e tutele agli stranieri senza documenti, e a fare in modo che anche loro paghino tasse e contributi. Ha anche presentato un piano per favorire l’integrazione delle persone che verranno regolarizzate, con un finanziamento iniziale di 500 milioni di euro. È una decisione in linea con altre del suo governo, che ha sempre difeso l’importanza dei flussi migratori per contrastare l’invecchiamento della popolazione e sostenere la crescita economica: una linea opposta a quella dell’Unione Europea e di gran parte dei suoi paesi membri, che negli ultimi anni hanno approvato politiche molto restrittive.













