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Martedì il governo spagnolo del primo ministro Socialista Pedro Sánchez ha approvato un decreto che dà la possibilità a moltissime persone immigrate, arrivate in Spagna in modo irregolare prima dello scorso 31 dicembre, di ottenere un permesso di residenza della durata iniziale di un anno. La procedura dovrebbe cominciare ad aprile e secondo le stime del governo potrebbe interessare fino a 500mila persone. Chi farà domanda otterrà un documento che permetterà di lavorare regolarmente da subito, senza attendere l’esito, e potranno partecipare anche i richiedenti asilo.
È un annuncio che va in direzione contraria rispetto alle scelte di molti governi europei, sia di destra che di sinistra, che da anni criticano e ostacolano l’immigrazione. Non è però del tutto sorprendente, dato che Sánchez (in carica dal 2018) si è sempre distinto per la sua difesa dei flussi migratori.
La regolarizzazione è notevole anche perché è stata approvata a partire da un’iniziativa di legge popolare, che negli anni scorsi aveva chiesto la regolarizzazione straordinaria degli immigrati irregolari per assicurare loro condizioni di vita e di lavoro migliori. L’iniziativa era stata sostenuta da più di 700mila persone, da diversi sindacati e dalla Chiesa cattolica.













