La regolarizzazione di persone immigrate in Spagna avviata da qualche mese sarà verosimilmente più ampia del previsto: il governo guidato dal Socialista Pedro Sánchez aveva ipotizzato fra le 500mila e le 750mila richieste, ne sono arrivate 900mila e alla scadenza mancano ancora due settimane. Durante l’ultima regolarizzazione, avvenuta nel 2005, le richieste furono 691.655 (ne furono approvate in tutto 576.506).

La regolarizzazione riguarda persone straniere che già vivono in Spagna e permetterà loro di lavorare e abitare legalmente nel paese per un anno, con possibilità di proroga almeno per un altro anno. Per molti di loro, soprattutto sudamericani, sarà un passaggio intermedio verso l’ottenimento della cittadinanza spagnola. Da tempo la Spagna ha un approccio sull’immigrazione diverso rispetto a quello restrittivo di molti paesi europei. Il tema è anche al centro del dibattito politico spagnolo.

Una delle strutture per presentare le domande a L’Hospitalet de Llogregat, Barcellona, il 21 aprile 2026 (EPA/Quique Garcia)

Possono fare richiesta di regolarizzazione gli stranieri che hanno un passaporto in regola, che sono arrivati in Spagna prima del 31 dicembre 2025, che hanno passato nel paese almeno cinque mesi continuativi e che non hanno precedenti penali, né in Spagna né nei paesi di origine. I requisiti non sono quindi particolarmente stringenti e mirano a stabilizzare centinaia di migliaia di persone che già vivevano e spesso lavoravano in Spagna in modo informale o irregolare.