Presentato il piano da 420 milioni di euro (di fondi Ue) per la mobilità internazionale delle scuole superiori: ecco cosa prevede
L’Italia prova a colmare lo storico gap linguistico che la separa dal resto d’Europa con un investimento strutturale senza precedenti. Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha presentato il nuovo piano «La scuola italiana in Europa», un programma di mobilità internazionale rivolto alle scuole superiori che punta a migliorare lo studio delle lingue straniere. A spiegare i dettagli del progetto è stato lo stesso ministro Giuseppe Valditara, che lo ha definito senza giri di parole «il più grande piano di potenziamento linguistico mai realizzato nel nostro Paese», con una portata «sette volte superiore rispetto all’intero programma Erasmus».
Come funziona il piano «La scuola italiana in Europa» del ministero
Il piano del ministero finanzia nuove possibilità di esperienze di internazionalizzazione progettate per integrarsi con l’attuale ecosistema scolastico, quindi senza sovrapporsi all’Erasmus+. Il modello tipo di esperienza, ha spiegato il ministro Valditara, prevede «soggiorni di due settimane, che potranno però estendersi fino a sei mesi di inserimento completo nel ciclo scolastico dei Paesi ospitanti». I ragazzi «non si limiteranno a seguire lezioni di lingua, ma studieranno materie curricolari come la storia, la matematica e le scienze insieme ai compagni stranieri». Il percorso prevede, inoltre, laboratori di innovazione didattica, visite aziendali e istituzionali, incontri con scienziati ed esperti del settore, percorsi intensivi e mini corsi universitari.










