Bilancio, dividendi, richieste di uscita dei soci, guerra tra fratelli: cosa si vota davvero nell’infuocata assemblea del 30 giugno. In cui LMDV è al bivio tra conquista e sopravvivenza.
L’assemblea di Delfin di martedì 30 giugno non è una formalità. L’ordine del giorno mette in fila bilancio, innalzamento dei dividendi, richieste di uscita dei soci, aumento degli emolumenti del board e l’introduzione di un collegio di commissari. Ognuna di queste voci è una leva, e ognuna ha una soglia statutaria che ne decide l’esito. Questa è la griglia per leggere il voto, con i numeri che contano e cosa significa ciascun risultato.
Il bilancio: la soglia di sopravvivenza del sistema
Il primo punto è anche il più sottovalutato. L’approvazione del bilancio è ordinaria amministrazione in tempi normali, ma in un clima di guerra diventa un termometro. Una bocciatura del bilancio e della ripartizione degli utili è lo scenario che apre la china più ripida, fino all’ipotesi estrema di messa in liquidazione della holding evocata nelle ultime settimane. Da osservare se passa liscio o se qualcuno lo trasforma in terreno di scontro. Un bilancio che inciampa segnala che la frattura è andata oltre il punto di non ritorno.











