Leonardo Maria Del Vecchio non ha partecipato alle assemblee dei soci di Delfin convocate oggi. La decisione è stata comunicata con una lettera nella quale l'imprenditore elenca una serie di «gravi criticità irrisolte» che, a suo giudizio, non gli hanno consentito di prendere parte ai lavori. Nella lettera, Del Vecchio sostiene che per settimane alcuni componenti del board si siano limitati a sollevare «eccezioni generiche su presunti limiti legali», senza affrontare nel merito le questioni poste. Contesta inoltre che, mentre il consiglio rimaneva in silenzio, alcuni amministratori abbiano intrattenuto comunicazioni informali soltanto con una parte dei soci, alimentando «confusione e sfiducia». L'imprenditore lamenta anche di non aver ricevuto la documentazione societaria richiesta, ritenuta necessaria anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici. A fronte delle sue richieste, afferma di aver ottenuto soltanto risposte telefoniche e mai riscontri scritti. Dopo la richiesta di esprimere una posizione formale, avanzata il 24 giugno, il board si è poi diviso. Tra i punti contestati figura anche la posizione di Rocco Basilico. Del Vecchio mette in discussione la sua iscrizione nel registro dei soci, avvenuta nel 2022, sostenendo che sia stata effettuata senza i necessari presupposti e senza adeguate verifiche. Accusa inoltre il board di un'«ingiustificabile inerzia», affermando che non sarebbe mai stata svolta un'analisi della vicenda nonostante le obiezioni presentate da lui e dalla madre. Del Vecchio ribadisce quindi la propria contrarietà alla partecipazione di Basilico all'assemblea con diritto di intervento e di voto, richiamando le posizioni già espresse nell'assemblea del 13 novembre 2025 e riservandosi di impugnare le delibere eventualmente approvate con il suo contributo. Nella lettera vengono richiamate anche le iniziative assunte da Basilico, definite una reazione «scomposta» a procedimenti che lo riguardano direttamente. Secondo Del Vecchio, queste iniziative hanno aggravato il clima interno, fino alla presentazione delle transfer notices da parte di cinque soci e all'ipotesi, prospettata dallo stesso Basilico, di una liquidazione degli asset a sconto. Uno scenario che Del Vecchio definisce «sconveniente e illogico». Infine, indica come elemento decisivo della sua scelta il mancato accesso alla documentazione necessaria per valutare il progetto di bilancio 2025. Per questo motivo, conclude, non ha ritenuto di essere nelle condizioni di partecipare all'assemblea.