Il caldo prolungato stressa l'organismo, soprattutto quello dei più anziani. L'accesso prolungato di anziani stressa il sistema sanitario, dai pronto soccorso alla medicina generale, che per il momento regge, ma a fatica. Temporali, danni agli ospedali e interventi rinviati Quello che non fa il caldo lo fanno i temporali, come quello di domenica sera. Rinfrescano, e danno sollievo, ma provocano danni. Ne sanno qualcosa all'Ospedale Oftalmico, dove pioggia e fulmini hanno mandato in tilt uno dei due blocchi frigo rendendo inservibili le sale operatorie: questione di umidità soprasoglia, in questo caso. Risultato: ieri non si è operato, 130 interventi riprogrammati, cioè rinviati, di questi un centinaio intravitreali, prevalentemente per trattare le maculopatie. Quali pazienti arrivano nei pronto soccorso di Torino durante il caldo Più in generale, da un pronto soccorso all'altro di Torino è un andiirvieni continuo di ambulanze. Oltre 70 al giorno al Maria Vittoria, 300 posti letto e 80 mila accessi l'anno. I pazienti, al Maria Vittoria come negli altri ospedali, si dividono per categorie. Prima, anziani scompensati: disidratazione, squilibrio elettrolitico, ovvero deficit/alterazione di sodio e potassio, insufficienza renale, febbre. Numerosi i casi di insufficienza respiratoria, anche, e polmonite. Considerarli singolarmente sarebbe un errore: sovente un problema è la concatenazione di un altro: il calo dei valori di sodio e potassio, ad esempio, può determinare stato confusionale, mentre la disidratazione ha un effetto sui reni. Seconda categoria, fortunatamente più rara: i colpi di calore, un rischio dal quale non sono immuni nemmeno i più giovani, come quello che è stato rinvenuto ieri, accasciato per strada, con una temperatura corporea di 42 gradi. In questi casi si ricorrono a procedure diverse, in base alla gravità del quadro clinico: dalle flebo conservate in frigo a quattro gradi alle lenzuola bagnate stese sui pazienti, ad un apparecchio che abbassa la temperatura interna. Quattro le persone in rianimazione per colpi di calore al San Giovanni Bosco, una al Maria Vittoria. Terza categoria, tutti gli altri: fratture, incidenti domestici, varie ed eventuali. Sovraffollamento dei pronto soccorso e pressione sul personale sanitario Quanto basta per esaurire progressivamente non soltanto i posti letto ma le energie del personale. Anche quelli che hanno la pelle dura, alle prese con i parenti dei malati, oltre che con i malati: il nervosismo è alle stelle, le attese inevitabili, basta poco per accendere gli animi. I numeri parlano chiaro. Ieri, di buon mattino, al Mauriziano c'erano già 56 persone da ricoverare, alle ore 17 i passaggi in pronto avevano toccato quota 150. Tra sabato e domenica sono stati 350. Afflusso significativo anche negli altri ospedali cittadini. Aumento degli accessi sanitari secondo la Simeu A livello nazionale Simeu, Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza, stima un più 15 per cento negli accessi alle strutture sanitarie. E invita a non abbassare la guardia nelle prossime settimane: «La situazione è tutto sommato stabile ma se il caldo persiste, le cose potrebbe peggiorare. Ne conviene il dottor Fabio de Iaco, responsabile del pronto soccorso del Maria Vittoria: «Per fortuna ormai la maggioranza delle persone hanno fatto propri gli accorgimenti basilari per difendersi dal caldo. Anche così, la situazione rischia di diventare sempre più pesante». Anziani soli e fragilità sociale nei pronto soccorso Un capitolo a parte, di cui abbiamo già trattato su la Stampa di ieri, è quello degli anziani soli. La confermano, spiegano dalla Simeu, che il pronto soccorso «è anche una finestra sociale, un punto di fragilità sul territorio».