di
Elisabetta Soglio
I retroscena dell'incontro tra la regina della disco e i cento coristi di Gallarate nella Sala Buzzati del Corriere: lo scambio di email, il viaggio in treno, le prove dei musicisti, la disponibilità dell'artista a cantare anche se non era previsto
Ci sono incontri che avvengono per caso. Anzi no: qui il caso non c’entra nulla ma c’entra la magia degli incontri fra persone che si riconoscono nel desiderio di dare un senso al loro lavoro, al loro tempo, alle loro passioni. Ieri, domenica 28 maggio, Gloria Gaynor è stata accolta al Corriere della Sera, dove è venuta per incontrare il Coro Divertimento Vocale di Gallarate, un gruppo amatoriale che da 30 anni ogni martedì, con figli che si sono aggiunti alle mamme, mariti che hanno portato le mogli, nonne e studentesse, mette in pausa la propria vita con i tanti problemi quotidiani e costruisce un pezzetto di un progetto con prove canore che non sono solo prove per esibizioni che non sono solo esibizioni. Intercettati sui social, seguiti a distanza per un po’, avevamo pensato che sarebbero stati loro la chiusura ideale della nostra Milano Civil Week dedicata al tema «Insieme: la società della fiducia». Perché un coro è il miracolo di tante voci che cercano armonia creando bellezza e perché ci siamo scambiati fiducia: noi abbiamo creduto in loro e loro in noi. Il concerto di fronte a Piazza dei Mercanti, lo scorso 9 maggio, è stato un grande successo per l’energia che ha regalato e per il coinvolgimento di un pubblico vastissimo di passanti, turisti, milanesi dello shopping del sabato. Decine di cellulari hanno ripreso quella esibizione e diversi brani hanno cominciato a circolare sui social: quello cliccatissimo di I will survive è arrivato, di condivisione in condivisione, all’account di Gloria Gaynor che lo ha ripostato anche in vista della tappa milanese del suo tour internazionale, prevista per questa sera al Parco della Musica di Segrate. Gli amici del Coro Divertimento Vocale seguono con ostinazione i loro sogni e così hanno raggiunto una assistente della regina del pop chiedendo di poter suonare e cantare di fronte a lei. La risposta non è arrivata subito, ma è arrivata chiara: va bene. E così, dopo una sveglia l’alba, il concerto del giorno prima a Napoli, il viaggio in treno e un caldo torrido, Mrs Gaynor è arrivata fresca, bellissima e sorridente al Corriere della Sera, ha incontrato prima la redazione con la condirettrice Barbara Stefanelli, poi gli oltre 100 elementi del Coro diretto dal magnetico maestro Carlo Morandi e presieduto da Luciano Spairani. Tre brani in scaletta (I will survive, Can’t take my eyes out of you e Oh happy day) che la grande artista ha ascoltato sinceramente ammirata e ripetendo più volte «Meraviglioso, incredibile, siete fantastici». E poi applausi, commozione, musica, amicizia. Ecco. Questa ora di incontro ha regalato gioia, gratitudine, bellezza a ciascuna delle persone che ha partecipato. E di sicuro non è avvenuto per caso.









