di
Paolo Foschini
La regina della disco incontra al Corriere i cento cantanti del Coro Divertimento Vocale del maestro Marco Morandi dopo avere visto online la loro interpretazione di «I will survive» in piazza a Milano: «Quel brano è un inno alla speranza»
Se siete un coro di Gallarate, provincia di Varese, e tra i pezzi in repertorio avete I will survive di Gloria Gaynor, e vi dicessero che in un torrido pomeriggio di giugno lo canterete davanti a Gloria Gaynor - solo voi e lei - arrivata apposta per incontrarvi, senza neanche passare dall’hotel dopo sei ore di treno da Napoli, rispondereste che è un sogno. E in effetti lo era. Ma come si sa i sogni a volte si avverano: in questo caso voi vi chiamereste Coro Divertimento Vocale e la scena che avete appena letto non solo è successa ma è stata molto di più, domenica 28 giugno, nella Sala Buzzati del Corriere della Sera. Da una parte più di cento coristi e coriste di tutte le età tra cui i fondatori di questa realtà che oggi comprende anche i loro figli e nipoti, nata trent’anni fa quando loro erano alle medie e chiesero al loro prof di musica Carlo Morandi - lo stesso che li dirige tuttora - di continuare a farli cantare. Dall’altra la regina della soul-dance anni Ottanta, che prima li ascolta tra il divertito e il commosso poi si mette a cantare con loro l’attacco di Oh Happy Day: non preparato, appena sussurrato nel microfono, con il coro a rispondere pianissimo. Una roba da pelledoca. «Un incontro emozionante anche per me: non lo dimenticherò», dice lei alla fine.







