Dall’onorificenza del Kennedy Center alle critiche per Trump: Gloria Gaynor rivendica una carriera che va ben oltre I Will Survive. La star arriva in Italia per due concerti a Napoli (con l’Orchestra del Teatro San Carlo) e Milano.
Gloria Gaynor
Nella storia del pop i veri primati sono roba per pochi. Un primato che possiamo certificare è quello della prima canzone a conquistare la vetta della classifica dei singoli Billboard di genere Disco negli Stati Uniti, e quel record è da attribuire a Gloria Gaynor con la sua versione di "Never Can Say Goodbye", nell’ottobre 1974. Il primato della classifica principale, la Hot 100, sarebbe arrivato cinque anni dopo con un’altra canzone che definire celebre è poco, "I Will Survive". Questi sono due dei punti imprescindibili di qualsiasi scaletta che la cantante americana abbia imbastito nei 48 anni a seguire, e possono aspettarsi di sentirli anche gli spettatori che all’Arena Flegrea di Napoli vedranno la regina della Disco esibirsi con l’Orchestra del Teatro San Carlo, il prossimo 27 giugno. A seguire, il 29 giugno Gaynor si esibirà al Parco della Musica di Segrate, alle porte di Milano. Fanpage ha raggiunto telefonicamente la cantante per parlare dello show orchestrale, della sua eredità e dell’onore ricevuto da Donald Trump che ha smosso alcune polemiche online.






