Introduzione
Per lungo tempo il Trattamento di fine rapporto è stato percepito dai lavoratori come una somma da accantonare nel corso della carriera e incassare una volta conclusa l'attività professionale. A partire da domani, 1° luglio, questo scenario cambierà per una parte dei neoassunti. L'entrata in vigore delle nuove disposizioni renderà infatti il Tfr sempre più orientato al finanziamento della previdenza complementare, trasformandolo da semplice liquidazione di fine rapporto a risorsa destinata a rafforzare il futuro assegno pensionistico. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Cosa cambia
Da domani entra infatti in vigore il nuovo meccanismo del silenzio-assenso per i lavoratori dipendenti del settore privato alla prima occupazione. L'iscrizione alla previdenza complementare scatterà automaticamente fin dal primo giorno di assunzione, salvo rinuncia entro 60 giorni. Se il contratto collettivo non individua un fondo pensione di riferimento, l'adesione avverrà al fondo Cometa. In assenza di una scelta diversa, il Tfr confluirà nel fondo pensione. Con l'iscrizione automatica si attiveranno anche i contributi previsti dal Ccnl, compreso quello del datore di lavoro. Per chi aveva già espresso una scelta in passato, invece, non cambia nulla.














