Dal prossimo 1° luglio cambiano le regole del Trattamento di fine rapporto (Tfr) per tutti i neoassunti: chi non sceglie esplicitamente cosa fare della propria liquidazione vedrà il proprio Tfr finire direttamente in un fondo pensione.Come spiega la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, infatti la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un meccanismo di silenzio-assenso immediato che azzera il vecchio "limbo" dei sei mesi di tempo finora concessi per decidere.
Tfr, la rivoluzione di luglio La novità scatta per chi viene assunto per la prima volta (o per chi cambia azienda, se era già iscritto a un fondo pensione e non ha riscattato la posizione). In assenza di una dichiarazione espressa, la liquidazione non rimarrà più in azienda, ma confluirà d'ufficio nel fondo pensione negoziale previsto dal proprio Contratto collettivo nazionale (Ccnl).Questo automatismo è totale. Oltre al Tfr, l'iscrizione tacita attiverà anche il contributo mensile a carico del lavoratore (se si rispettano determinati requisiti di reddito) e la quota integrativa obbligatoria a carico del datore di lavoro. Chi finisce nel meccanismo senza volerlo ha comunque una via d'uscita: la legge prevede una finestra di 60 giorni per esercitare il diritto di recesso e annullare l'adesione automatica.Statali, finestra fino al 2030 per passare dal Tfs al TfrGli investimenti La svolta non è solo burocratica, ma modifica radicalmente il rendimento dei risparmi. Fino ad oggi, i soldi di chi finiva in un fondo pensione senza aver scelto attivamente venivano blindati nel comparto "garantito", una linea prudente ma dai rendimenti storicamente molto bassi.Dal 1° luglio si cambia registro: le somme confluite per via tacita dovranno essere destinate a linee di investimento dinamiche, che terranno conto dell’orizzonte temporale e dell’età dell’aderente. Più il lavoratore è giovane, più la linea d'investimento potrà puntare sulla crescita nel lungo termine, superando la prudenza forzata dei comparti garantiti. Inoltre, tra il 1° luglio e il 31 ottobre verranno introdotte a livello normativo nuove tipologie di rendita più flessibili, pensate per adattarsi meglio alle reali necessità del lavoratore al momento del pensionamento.Pensioni, a luglio la quattordicesima: importi e date pagamenti. E chi dovrà attendere dicembreLa portabilità Le novità guardano con attenzione anche alla mobilità professionale e alla libertà di gestione delle proprie risorse. Il prossimo passaggio chiave è fissato sul calendario per il 31 ottobre, data in cui scatterà la portabilità del contributo datoriale.Fino ad oggi, il lavoratore che decideva di spostare il proprio tesoretto da un fondo contrattuale (chiuso) a un fondo aperto o a un Pip (Piano individuale pensionistico) perdeva la quota di versamento spettante a carico del datore di lavoro. Dal 31 ottobre non sarà più così: chi trasferisce la propria posizione dopo almeno due anni di permanenza manterrà il diritto a ricevere il contributo del datore di lavoro previsto dal Ccnl. Una tutela importante che garantisce maggiore libertà di scelta sul mercato.Fondi pensione, novità silenzio-assenso e più deducibilità per i contributi versati: cosa cambia da luglioI vantaggi fiscali Per chi è già iscritto alla previdenza complementare e sta effettuando i versamenti, il vantaggio è invece arrivato con sei mesi d'anticipo, direttamente a inizio anno. È infatti già in vigore dal 1° gennaio scorso la nuova soglia massima di deducibilità fiscale per i contributi versati. Il vecchio tetto massimo, rimasto bloccato per anni a 5.164,57 euro, è stato ufficialmente alzato dalla manovra a 5.300 euro annui di contributi complessivamente deducibili, garantendo un risparmio Irpef immediato ancora più consistente.Il messaggio della riforma è chiaro: lo Stato vuole spingere i lavoratori a costruirsi una pensione di scorta senza perdersi nell'indecisione. Dal 1° luglio il motore della previdenza integrativa si accende da solo. Spetta al lavoratore decidere se lasciarlo andare o spegnerlo entro i primi due mesi.Debiti con l'Inps, tempi più lunghi per saldarli: fino a 60 rate. La nuova circolare











