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Dal primo luglio 2026 chi inizia a lavorare per la prima volta nel settore privato verrà iscritto automaticamente a un fondo pensione integrativo, senza dover fare nulla. È una delle novità più rilevanti introdotte dalla legge di Bilancio 2026 del governo Meloni, pensata per spingere più lavoratori, specie i giovani, a costruirsi una pensione aggiuntiva rispetto a quella pubblica.
Le ragioni dell'intervento
Il sistema pensionistico italiano ha subito negli ultimi decenni un cambiamento strutturale profondo: si è passati dal sistema retributivo a quello contributivo. Nel primo, la pensione era calcolata in base all'ultimo stipendio percepito, garantendo assegni spesso generosi. Nel secondo - quello attuale - la pensione dipende da quanto si è effettivamente versato durante tutta la vita lavorativa. Il risultato è che chi è giovane oggi riceverà, da anziano, una pensione molto più bassa rispetto a quella dei propri genitori. Per i lavoratori più giovani si stima un tasso di sostituzione (il rapporto tra pensione e ultimo stipendio) che può scendere anche sotto il 60%. Come riporta il Corriere della Sera, oggi solo 10,5 milioni di lavoratori - corrispondente al 40% circa della forza lavoro -aderisce a forme di previdenza complementare. Il governo vuole aumentare questa percentuale.










