Dal primo luglio 2026 i neoassunti nel settore privato entreranno automaticamente nei fondi pensione della loro categoria. Chi viene assunto da questa data inizierà a versare risorse nella previdenza complementare dal primo giorno di lavoro, a meno che non comunichi esplicitamente il rifiuto entro 60 giorni. Le novità Fino a oggi l’adesione ai fondi pensione richiedeva un atto di volontà del lavoratore oppure scattava automaticamente dopo 6 mesi di silenzio. Con la riforma introdotta nella Legge di Bilancio 2026, l’ordine si capovolge. L’iscrizione è immediata e il silenzio diventa conferma di una scelta già avvenuta. Il neoassunto continuerà a versare il Tfr e i contributi previsti dal contratto collettivo presso il fondo negoziale della sua categoria, a meno che non comunichi al datore di lavoro una diversa volontà entro i 60 giorni successivi all’assunzione.
Questa modifica risponde all’obiettivo di aumentare la copertura previdenziale complementare nel Paese. Oggi 10,5 milioni di lavoratori dipendenti hanno aderito a fondi pensione, rappresentando il 39,9% della forza lavoro complessiva. La Ragioneria dello Stato stima che il nuovo sistema genererà circa 100mila iscrizioni supplementari ogni anno, ampliando progressivamente la base di chi integra la pensione pubblica con forme di previdenza privata. Le categorie interessate e i criteri di applicazione La riforma riguarda unicamente i lavoratori dipendenti di prima assunzione nel settore privato, esclusi i domestici. Se un lavoratore aveva già una posizione presso un fondo pensione presso un precedente datore e cambia impiego dopo il primo luglio, l’adesione automatica al fondo della nuova categoria scatta comunque. Restano esclusi i dipendenti pubblici, che continuano a seguire la disciplina della previdenza integrativa per il comparto pubblico. Coloro che negli anni precedenti hanno riscattato integralmente la loro posizione pensionistica non sono soggetti alla nuova norma. Un’eccezione operativa riguarda i contratti a tempo determinato di durata inferiore a 60 giorni: l’adesione automatica non si applica, perché il lavoratore non avrebbe tempo sufficiente per valutare la scelta. Se il rapporto di lavoro termina prima che trascorrano i 60 giorni previsti, l’iscrizione non produce effetti. Cosa devono fare i dipendenti Il lavoratore ha di 60 giorni dalla data di assunzione per comunicare le proprie preferenze al datore di lavoro. L’opzione più semplice è non compiere nessuna azione, il silenzio equivale ad accettare l’iscrizione al fondo negoziale di categoria. Se invece intende rifiutare, deve compilare una dichiarazione scritta di rinuncia, che produce effetto retroattivo dal giorno della prima assunzione.










