Oggi è l’ultimo giorno di libero pacco: da domani, sugli ordini di valore inferiore ai 150 euro provenienti da paesi extraeuropei si applicherà una tassa di tre euro. L’imposta si applica per categorie merceologiche: quindi un pacco contenente due diversi prodotti dovrà versare un obolo da sei euro. L’intervento (per ora provvisorio e in vigore per due anni) fa parte della stretta europea contro portali quali Temu e Shein. Per evitare la sovrapposizione con il balzello Ue, il governo ha rinviato a ottobre quello analogo italiano, del valore di due euro, giustificato con la pretesa necessità di finanziare l’handling doganale dei pacchi. E per la stessa ragione, a novembre, potrebbe aggiungersi un terzo tributo, ancora una volta di origine europea. Poiché, però, le tasse le pagano gli individui – non i pacchi – quella a cui stiamo assistendo è una massiccia manovra fiscale. Non solo: sebbene la soglia dei 150 euro possa apparire relativamente elevata, gran parte delle compere online ha dimensioni assai più contenute.I tre euro europei (più i due italiani) possono rappresentare una percentuale di ricarico molto elevata su prodotti quali il ventilatorino portatile, la luce da lettura o i braccioli per il mare, che costano pochi spiccioli. Formalmente, Bruxelles per la sua parte (e Roma per la sua) ne fanno una questione di equità: ma l’esenzione “de minimis” rimasta finora in vigore aveva la sua logica proprio nella sproporzione tra i costi amministrativi necessari a gestire l’imposta e il suo valore. Di fatto, in questo modo si scaricano sui consumatori – e soprattutto quelli a basso reddito, giacché si può supporre che raramente i ricchi comprano su Temu – tutto il pregiudizio e l’inefficienza pubblica europea. Hanno un bel dire i leader Ue quando prendono le distanze da Donald Trump: consapevoli o no, ne stanno seguendo le orme, visto che lui per primo ha fatto lo stesso, cancellando ogni esenzione dai dazi per i piccoli pacchi. Il Trump alla Casa Bianca può essere sloggiato dal voto degli elettori; quello dentro di noi è molto più infido e pericoloso, soprattutto se fingiamo di ignorarne l’esistenza.