Anche il Melonellum ter, la terza versione della legge elettorale del centrodestra dopo l’approvazione degli emendamenti di maggioranza, era sbagliato. A segnalarlo è stato l’Ufficio studi della Camera nel suo dossier per l’Aula, che ha spinto il centrodestra a presentare tre emendamenti “tecnici” ieri alle 15, quando scadeva il primo termine per la presentazione delle proposte di modifica. Ci sarà dunque un Melonellum quater che presumibilmente non conterrà altre modifiche oltre alle limature tecniche: né le preferenze, su cui continua il dibattito, né le proposte delle opposizioni.
«Si segnala che, probabilmente per un mero errore materiale, nel testo approvato dalla Commissione…» si legge nel dossier dell’Ufficio studi sulla versione del Melonellum approdata venerdì in aula. Alla garbata segnalazione segue l’educata sollecitazione: «Si valuti l’opportunità di un approfondimento». Le limature, presentate da Augusta Montaruli (FdI), Simona Bordonali (Lega), Paolo Emilio Russo (FI) e Franco Tirelli (Nm), risolvono casi specifici che potrebbero verificarsi: la ricusazione di uno dei candidati del listone bloccato del premio di maggioranza; il caso in cui la coalizione vincente supera il tetto dei 220 eletti (basta il 44-45% dei voti) e debba lasciare a casa qualche eletto delle liste proporzionali; il caso in cui una lista o una coalizione non si sia presentata in tutti i collegi plurinominali di una circoscrizione (l’obbligo è correre in almeno due terzi) visto che sulla scheda non è presente la lista circoscrizionale corrispondente. Di ben altro tenore gli emendamenti (circa 150) presentati dalle opposizioni che ripropongono quelli già depositati in commissione: molti soppressivi, altri che presentano delle alternative al Melonellum. Ad esempio sistemi alternativi rispetto alle liste bloccate per l’assegnazione dei seggi proporzionali, come i collegi uninominali proporzionali, oppure il Mattarellum nella versione del Senato, riproposto da Riccardo Magi (+Eu). Questi ha depositato anche emendamenti sulle firme digitali per presentare le liste.











