In Europa, da Kirkenes oltre il Circolo polare artico a Lampedusa, sembra di stare in un forno ma i governi non danno segno di volersene occupare, salvo consigliare ai cittadini di rimanere in casa con le finestre chiuse nelle ore più calde (grazie, ci eravamo arrivati da soli!).
Il governo francese ha attivato una cellula interministeriale e collocato 72 dipartimenti in allerta rossa; il nostro ministero della Salute ha portato i bollini rossi da 15 a 16 città, con Milano, Roma e Bari al livello massimo. Alcune regioni hanno vietato il lavoro all’aperto dalle 12:30 alle 16:00 mai il ministro Schillaci ha dichiarato che la situazione è «sotto controllo». In Germania, Francoforte, Stoccarda e Chemnitz hanno proibito i barbecue all’aperto e la Federcalcio del Baden-Württemberg ha sospeso le partite del fine settimana.
Le classi dirigenti europee pensano ad altro, in una dimostrazione di inettitudine e irresponsabilità che farebbe quasi apparire Donald Trump come un saggio uomo di Stato. Nei primi sei giorni della Heat Wave ci sono stati almeno 1.300 morti, ma in Gran Bretagna si discute di quali saranno i collaboratori del probabile nuovo primo ministro Andy Burnham, che dovrebbe insediarsi a settembre, mentre l’uscente Keir Starmer sta muovendo le sue pedine per diventare il nuovo Segretario generale della Nato nel 2028.











