A volte la Santa Incoerenza arriva dove non penseremmo mai di trovarla, ad esempio, cambiando sguardo nell’analizzare un programma che molti liquidano come trash e morboso. Perché può succedere che proprio ciò che sembra abbassare il livello della conversazione pubblica finisca per riportare le persone a fare una cosa semplice e quasi dimenticata come guardare qualcosa insieme.
C’è stato un tempo in cui i falò evocavano serate in spiaggia con gli amici, una birra in mano, una chitarra, il cielo da guardare senza troppe domande. Poi l’estate è cambiata, sono cambiate le regole, sono cambiati i riti, e lo scoppiettio del falò è tornato altrove, dentro un format televisivo.
Temptation Island, il reality sul tradimento in onda su Canale 5, è diventato uno di quei fenomeni a cui è difficile sfuggire.
Puoi amarlo, odiarlo, considerarlo inutile, dannoso, irresistibile o semplicemente assurdo, ma poi finisce nei discorsi, nello scroll, nelle chat, nello zapping della sera, addirittura negli strumenti di tantissimi psicologi che usano esempi conosciuti di terze persone per affrontare dinamiche complesse per alleggerire il giudizio.
Ogni anno il programma viene accusato di essere diseducativo, superficiale, costruito sui tradimenti, sulle fragilità sentimentali, sulle gelosie esposte come intrattenimento. E, diciamolo, non è che questa critica sia campata in aria. Eppure proprio qui si apre l’incoerenza positiva. Perché Temptation Island sta facendo una cosa che molta televisione considerata più seria fatica ormai a fare, porta le persone a guardare qualcosa insieme.














