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Pensavamo che su “Temptation island” non ci fosse più nulla di nuovo da scrivere rispetto a quanto già esposto negli anni scorsi, ma dobbiamo riconoscere che il programma di Canale 5 riserva spunti di riflessione sempre diversi. Anche per questa edizione si sono registrati alti ascolti, che non crediamo siano influenzati dalla carenza di alternative televisive, le dinamiche sono sempre più perfezionate da una attenta scrittura autoriale valorizzata da un montaggio tematico, le coppie in gioco rientrano nei canoni del format e sono frutto di un casting appropriato al sotto-testo che, ogni anno caratterizza il mood centrale del programma.Non stiamo parlando del campionario umano che sfoggia muscoli e tatuaggi come se fossero i gioielli di famiglia e mettiamo via anche lo snobismo sul lessico dei partecipanti che provoca malori agli accademici della crusca, tutta roba inevitabile per l’essenza della trasmissione. Ciò che, invece ci inquieta è il focus di questa stagione, centrato sugli amori tossici e su personalità distorte dall’egoismo.
Vero è che Maria De Filippi è “avanti” e le sue scelte offrono spunti per essere lette in maniera spesso diametralmente opposta, ciò non toglie che le coppie della stagione sembrano afflitte da dinamiche contrarie all’essenza stessa del programma, che, dovrebbe parlare del “viaggio nei sentimenti”. Ora, è vero che gelosia, senso di possesso, denigrazione del prossimo, vacuità ed egoismo sono pur sempre sfaccettature del sentimento, ma ci sembrano gli elementi fondanti di una storia horror più che di una storia d’amore.Le coppie che si iscrivono al reality, partono già in forte stato di compromissione dei loro rapporti, ma bisogna capire fino a che punto, perché vedere uno che corre come un forsennato mosso dalla gelosia, o sentire una lei che si lamenta del compagno al quale paga l’affitto della abitazione, nonostante lo abbia fatto assumere nell’azienda familiare a tempo indeterminato, non appartiene al campo dell’amore ma della dignità personale.








